martedì 7 aprile 2015

IL GHETTO: com'era, com'è. Domenica 12 aprile, h.16.30


La scomparsa Piazza delle Azzimelle al Ghetto
in un acquarello di E. Roesler Franz (fine XIX sec.).
Il Ghetto è un loco al Tevere vicino
da una parte, e dall'altra a Pescarìa;
è un recinto di strade assai meschino,
ch'è ombroso, e rènne ancor malinconia.
Ha quattro gran portoni, e un portoncino;
il dì s'apre, acciò el trafico ce sia, ma dalla sera, inzino a giorno ciaro,
lo tiè inserrato un sbirro portinaro.
(Giuseppe Berneri, 1637-1701).


Il Ghetto descritto dal poeta Berneri è oggi scomparso: alla fine dell'Ottocento per un inevitabile risanamento urbanistico, i vicoli bui e malsani del Serraglio delli Hebrei, voluto da Paolo IV nel 1555, furono demoliti per far posto alle odierne via del Portico d'Ottavia, via del Tempio, via Catalana.  Eppure quest'area della città conserva ancora moltissime testimonianze del suo passato, glorioso e meno: i resti del monumentale accesso al Portico dedicato da Augusto alla sorella Ottavia, la cinquecentesca Fontana delle Tartarughe davanti Palazzo Mattei, una delle famiglie che possedeva le chiavi dei portoni del Ghetto, la Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria il cui toponimo ricorda il mercato del pesce che per secoli si svolse sotto le arcate del Portico.

Portico d'Ottavia (E. Roesler Franz, fine XIX sec). 
In primo  piano le pietre utilizzate come banconi per la vendita del pesce. 

Piazza di Pescarìa in un'incisione del XVIII sec. di G. Vasi. 

Ma restano tracce anche dei vicoli del ghetto: percorrendo via della Reginella e via di Sant'Ambrogio, avremo un'idea degli angusti spazi, un tempo popolati da migliaia di persone che preferivano passare la giornata in strada piuttosto che in case fatiscenti.

L'odierna via della Reginella.
L'itinerario ci farà conoscere una delle zone più famose della Roma sparita e ci darà occasione di ripercorrere le tradizioni, i riti e le storie degli abitanti di uno dei ghetti più antichi d'Europa. 

DOMENICA 12 aprile ore 16.30

Quota visita guidata 8 euro.
Via del Portico di Ottavia, 29.

Ricordatevi di comunicarci la vostra partecipazione
a pan.archeologia@gmail.com o al 393 310 0313


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